XXXIV MEETING DELLE ASSOCIAZIONI ASTROFILI PUGLIESI

XXXIV MEETING DELLE ASSOCIAZIONI ASTROFILI PUGLIESI

CONGRESSO REGIONALE DI ASTRONOMIA, RADIOASTRONOMIA E GNOMONICA

Casamassima (Bari) 9 Ottobre 2016

 

 

 

Con il patrocinio della Regione Puglia, del Comune di Casamassima e del Parco Commerciale di Casamassima, Domenica 9 Ottobre 2016, presso la sala congressi del Laboratorio Urbano Officine U.F.O., ha avuto luogo il 34° Meeting delle Associazioni Astrofili della Puglia. Ad aprire i lavori del convegno, ha provveduto il Presidente dell’Associazione Amici dell’Astronomia Niccolò Copernico di Casamassima, Prof. Umberto Mascia (Fig.1) salutando il numeroso pubblico presente, informandoli della concomitanza dei 25 anni della sua associazione (1991 – 2016). A seguire, il saluto del sindaco Dott. Vito Cessa (Fig2) il quale nell’augurare il buon svolgimento dei lavori, si è reso disponibile per altri eventi scientifici nelle strutture del suo Comune. E dopo il protocollo di apertura, alle ore 10,00, moderatore il Dott. Giovanni Maroccia, è iniziata la prima sessione con la presentazione della relazione dell’Ing. Antonio Leone, presidente dell’Associazione Astrofili Filolao di Taranto, dal titolo “Il Problema dei tre corpi” riferita alla figura di Giuseppe Lodovico Lagrangia (Joseph Luis Lagrange per i francesi). L’Ing. Leone, nella sua interessante spiegazione, ha informato i presenti che nel problema dei tre corpi, i punti di Lagrange, tecnicamente chiamati punti di oscillazione, sono quelle posizioni nello spazio in cui uno dei corpi abbia massa molto inferiore agli altri due, in cui le forze che agiscono sull'oggetto minore si bilanciano, creando una situazione di stasi, definita Punti Lagrangiani L1, L2, L3 e L4. E seguita poi la relazione del Prof. Daniele Impellizzeri, responsabile della Sezione Astroimmagini dell’Osservatorio Astronomico O.A.G. Monti Lepini di Gorga (Roma), intitolata “Astrofotografando”. Il Prof. Impellizzeri, avvalendosi delle slides proiettate in sala, ha mostrato al pubblico presente le varie tecniche di immagini astronomiche riprese con un semplice telefono cellulare, per poi passare a sistemi più sofisticati, come camere CCD e camere WEB per le tecniche di interferometria ottica e sovrapposizione delle riprese, e con l’esaltazione dei colori utili ad un maggior contrasto per rilevare più dettagli dell’oggetto celeste ripreso. Ha concluso la sua relazione mostrando suggestive immagini di Fotometeore (Arcobaleni, Pareli, Nubi Nottilucenti, Miraggi, Raggio Verde ecc.) accessibili a tutti con l’uso di modeste camere fotografiche. Dopo la pausa caffè, il moderatore ha dato la parola al Dott. Domenico Belfiore, spettroscopista presso l’Associazione A.D.I.A. di Polignano a Mare (Bari) che ha presentato la relazione “Indagini di Spettroscopia Stellare Amatoriale”. Rivolgendosi al numeroso pubblico presente, il Dott. Belfiore ha iniziato la sua relazione dicendo che le stelle, attraverso le loro radiazioni, ci inviano utili messaggi per capire la loro identità. Ha aggiunto che la Spettroscopia si occupa delle proprietà della luce che dipende dalla sua lunghezza d'onda. E cioè, una radiazione luminosa che viene analizzata mediante uno strumento chiamato Spettroscopio, il quale la scompone nelle sue lunghezze d'onda, mostrando componenti corrispondenti ai vari colori. Per cui si ottiene uno spettro che permette di descrivere la distribuzione energetica tra le varie lunghezze d'onda presenti, da quelle più lunghe, cioè di bassa energia a quelle più corte di alta energia. Il Dott Belfiore ha aggiunto che di tale scienza i primi studi furono compiuti agli inizi del 1800 dal fisico tedesco J. Fraunhofer e nel 1859 da fisico G. Kirchhoff che formulò le tre leggi della spettroscopia. A conclusione, il Dott. Belfiore ha notiziato i presenti che dalle proprietà spettrali di una sorgente luminosa si possono ottenere utili informazioni sulla sua composizione chimica. Interessante la relazione della Prof.ssa Filomena Montella, della Sezione Didattica della Società Astronomica Italiana – Sezione SAIT Puglia: “Il Ciocco di Giovanni Pascoli; una indagine astronomica”. Recitando versi del Canto Primo di G. Pascoli, la Prof.ssa Montella ha messo in evidenza come il celebre poeta ponesse in armonia le sue opere alla perfetta macchina celeste. Spesso, infatti, Pascoli recitava nei suoi versi il comportamento del Sole, dei Pianeti, delle Stelle e dello stesso Universo. E quando il Dott. Maroccia ha invitato il Signor Giuseppe Zuccalà a presentare la sua relazione, tutti hanno capito che si sarebbe trattato di Gnomonica. Noto costruttore per passione di bellissimi orologi solari, da lui definiti scherzosamente: ...gli orologi senza il tic tac … Giuseppe Zuccalà, gnomonista presso l’Associazione Barese Astrofili, ABA, ha presentato i suoi lavori dal titolo “Un Notturnale D’Altezza Vega-Capella; ovvero: come misurare l’ora della notte con l’altezza delle stelle”. Pino Zuccalà ha iniziato la sua conferenza con alcuni cenni storici sulla nascita della Gnomonica; e rivolgendosi ai presenti li ha informati che circa duemila e cinquecento anni fa, un filosofo vissuto nell’antica Grecia di nome Anassimadro eseguiva prodigiosi esperimenti matematici nella città di Sparta. Egli cercò di ricavare su di un piano orizzontale le proiezioni di alcuni dei circoli della sfera celeste attraverso la semplice osservazione del percorso dell’ombra del Sole proiettata da un’asta fatta con qualsiasi materiale. In seguito quell’asta verrà denominata Gnomone, in quanto in greco, il termine “gnomon” vuol dire indicatore e, riferito alla Gnomonica, rappresenta l’indicatore di frazioni di tempo. Tale asta trovasi al centro degli orologi solari che effigiano i portali delle antiche chiese e gli edifici pubblici cittadini. Poi, utilizzando un software da lui elaborato, Zuccalà ha dimostrato come, osservando le stelle Vega e Capella transitare nel cielo notturno, è possibile stabilire l’ora esatta su un Astrolabio. Sempre Zuccalà, in compagnia del Prof. Mascia, hanno poi presentato la relazione “Horinomo: come misurare l’ora con i piedi”. Una tecnica di misurazione mostrata congiuntamente con la divaricazione ed il congiungimento dei piedi. E stata la volta del Dott. Sergio D’Amico, ricercatore presso l’Associazione Salentina Astrofili E.Hubble di Campi Salentini (Lecce), il quale, attraverso la sua relazione “Analiasi comparativa di tre orologi solari portatili custoditi nel museo provinciale S. Castromediano di Lecce, comparati con strumenti analoghi dell’Istituto e Museo di Storia della Scienza Galileo Galilei di Firenze” ha evidenziato la perfetta similitudine dei tre orologi solari, sia sotto l’aspetto tecnico che in quello artistico, esposti in entrambi i musei, realizzati da due diversi costruttori. A chiusura della prima sessione dei lavori ha provveduto il Prof. Nicola Rizzi, astrofisico, direttore scientifico dell’Osservatorio Astronomico Sirio di Castellana Grotte, con la relazione “Fotometria di Blazar, a lungo e medio termine”. Nella sua interessante relazione, il Prof. Rizzi ha illustrato ai presenti come è possibile fare ricerca sui Blazar (Blazing quasi stellar object) ovvero: una sorgente altamente energetica, estremamente variabile e molto compatta, associata a un Buco Nero Supermassiccio localizzato al centro di una galassia. Dopo la pausa pranzo, al rientro in sala il Dott. Maroccia ha presentato il Dott. Giovanni Lorusso, coordinatore della Sezione di Radioastronomia dell’Osservatorio Astronomico O.A.G. Monti Lepini di Gorga (Roma) il quale ha relazionato sulle “Le Tempeste Magnetiche di Giove”. Con l’ausilio di suggestive immagini, il Dott. Lorusso ha parlato del pianeta gassoso Giove; dei satelliti galileani: Europa Io Callisto e Ganimede; poi ha evidenziato l’autore delle tempeste magnetiche gioviane causate dal satellite IO e della dinamica con cui il satellite riesce a turbare l’intenso campo magnetico di Giove, quando trovasi al periastro. Ha poi fatto ascoltare i file sonori che riproducono i rumori particolari dovuti alla collisione degli elettroni del campo magnetico di Giove, disturbato dal campo magnetico di IO; ed infine, ha fatto ascoltare la Voce di Giove, ovvero: un sibilo costante prodotto dalla Magnetosfera gioviana rilevata di recente dalla sonda Juno. Successivamente il Prof. Claudio Ferrara, dell’Associazione Astrofili G. Galilei di Acquaviva delle Fonti (Bari) ha relazionato “I Dintorni del Sole”, una conferenza davvero interessante circa gli oggetti celesti che sono al di la della nostra Stella. Mentre il Signor Riccardo Giuliani, presidente dell’ADIA Astronomia di Polignano a Mare (Bari) ha trattato “Allineamenti Stellari ed Inediti Asterismi”. Una interessante relazione basata sui sistemi di allineamenti delle stelle, a volte con particolari posizioni sulla volta celeste. A chiusura del congresso ha provveduto l’Ing. Giancarlo Moda, presidente dell’Associazione Radioastronomica Hurricane di Casamassima (Bari) con la relazione “La Radioastronomia delle Meteore. Come rilevarle con segnali radar”. Molto attento nei particolari, l’Ing. Moda ha spiegato ai presenti come realizzare una semplice stazione radioastronomica a prezzi contenuti; l’utilizzo del calendario degli sciami meteorici, la consultazione della Scala di Torino (una specie di Scala Mercalli che stima la pericolosità di eventuali impatti al suolo), l’archiviazione dei dati raccolti. Ed ancora prima del brindisi finale, la commissione organizzatrice ha rivolto alle associazioni partecipanti la domanda relativa alla candidatura del prossimo congresso 2017. Nell’ordine sono state votate le seguenti sedi: per il 2017 il Centro Italiano Sperimentazione Astronomia e Radioastronomia, CISAR di Foggia; e per il 2018 l’Associazione Gravina Astronomica A.G.A. di Gravina di Puglia (Bari). Per cui i partecipanti si sono dati appuntamento nel 2017 nella Federiciana città di Foggia. Ed allora, tenuto conto della perfetta organizzazione del congresso che ha visto un numeroso pubblico provenire anche da altre Regioni che gremiva la sala convegni (Fig.3 e Fig.4) il bilancio è più che positivo. Vanno, quindi rivolte doverose congratulazione al Prof. Umberto Mascia ed a tutta la Commissione Organizzatrice, ma anche alla storica città di Castrum Maximi, fondata da Fabio Massimo detto il Temporeggiatore; oggi Casamassima (Fig5).

 

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