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SEGUIAMO JUNO

 

Sicuramente molti ricorderanno la missione Juno, anche perché la sonda Juno fu collegata da un buon numero di radioamatori, i quali ricevettero la conferma dell'avvenuto collegamento direttamente dalla NASA (Fig.1). Ebbene la Juno ha raggiunto i 793 milioni di Km dal Sole; un record davvero significativo se pensiamo che la sonda è alimentata ad energia solare, superando addirittura il record della sonda Rosetta dell'E.S.A. (European Space Agency) la quale era giunta a 792 milioni di Km nel 2012 (La missione spaziale Rosetta è stata lanciata nel 2004. L'obiettivo della missione è stato lo studio della cometa Churyumov-Gerasimenko La missione era formata da due elementi: la sonda Rosetta e il lander Philae, posatosi il 12 novembre 2014 sulla superficie della cometa 67P/Churyumov Gerasimenko). La sonda Juno (Fig.2) progettata per svolgere la sua intensa attività sul pianeta gassoso, era partita dalla Terra il 5 Agosto 2011 per studiare dettagliatamente il pianeta Giove. La Juno ruota su se stessa come una girandola, mostrando costantemente al Sole i suoi pannelli solari, accumulando così energia utile alla navigazione ed al funzionamento degli strumenti di bordo. La sonda, quindi, naviga senza propulsione nucleare. Nel corso del suo viaggio della durata di 16 mesi, la Juno sarà a 832 milioni di Km dal Sole, stabilendo un ulteriore record; con arrivo previsto il 4 Luglio 2016. Ma ancor prima di tuffarsi nella densa atmosfera gioviana, la sonda effettuerà ben 33 orbite ogni quattordici giorni, transitando vicino alle nuvole del pianeta, allo scopo di studiare la struttura dell'atmosfera e della magnetosfera di Giove. Ancora una volta, dunque, telescopi puntati su Giove, sperando di osservare almeno uno dei 33 fly bay (In astronautica il fly bay è il passaggio ravvicinato ad alta velocità di una sonda spaziale in prossimità di un pianeta) della sonda Juno; e magari anche di antenne e radioricevitori alla ricerca di un segnale radio intorno ai 20.100 Mhz, proveniente dal pianeta gigante. Seguiamo Juno; ma poi sarà la volta della sonda ExoMars, un gioiellino tutto italiano, appena partita dal cosmodromo di Bajkonur, il 14 Marzo 2016.

 

 

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